Credito d'Imposta beni 4.0

Con i commi da 185 a 197 dell'art. 1 della Legge di bilancio 2020 (Legge 160/2019) ed il nuovo Piano Transizione 4.0, le agevolazioni per gli investimenti Industria 4.0 (Allegato A e Allegato B alla legge 232/2016) sono cambiate. Addio a Iperammortamento e Superammortamento, partono i crediti di imposta

commi da 1054 a 1065 dell'art. 1 della Legge di bilancio 2021 (Legge 178/2020), prevedono una proroga delle principali misure del Piano Transizione 4.0 con la duplice finalità di sostenere i processi di transizione ecologica e sostenibilità ambientale delle imprese e di rilanciare il piano degli investimenti in fase di arresto a causa della pandemia in corso, con un orizzonte temporale biennale 2021/2022. Per il credito d’imposta beni strumentali (commi da 1054 a 1058) le novità più rilevanti consistono in un potenziamento della misura valevole già per gli investimenti in corso effettuati dal 16/11/2020, l’accorciamento del periodo di fruizione dell’agevolazione a 3 anni, e l’anticipazione del momento di fruizione dall’anno di entrata in funzione o interconnessione (in sostituzione della precedente normativa che prevedeva la compensabilità a partire dall’01/01 dell’anno successivo).


Beneficiari

Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

Spese ammissibili

Investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023 a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine sia accettato e vi sia il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione del bene, per:

Allegato A: 

1. Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti (macchine utensili; robot, robot collaborativi e sistemi multi‐robot; macchine, strumenti e dispositivi per carico e scarico, movimentazione, pesatura e cernita automatica; dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili; magazzini automatizzati). Per differenziare le “macchine 4.0” (iper ammortizzate) da quelle standard (super ammortizzate) devono essere rispettati 5 criteri obbligatori e 2 aggiuntivi (c.d. 5+2); 

2. Sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità (sistemi di misura; monitoraggio; marcatura e tracciabilità; etichettatura, identificazione o marcatura; filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione); 

3. Dispositivi per l'interazione uomo macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica "4.0" (banchi e postazioni di lavoro; sollevamento/traslazione; dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione; dispositivi di realtà aumentata e virtual reality; HMI)

Allegato B: 

Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali "Industria 4.0" (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics; sistemi di comunicazione intra‐fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell'IoT e/o del cloud computing); Industrial Internet of Things; cybersystem e cybersecurity).

Dal 16 novembre 2020 sono ammessi anche beni immateriali ordinari (software non 4.0) con maggiorazione in caso di strumenti e dispositivi tecnologici per lo smart working.

Agevolazione

Il Credito d’imposta è pari a:

Beni materiali 4.0

Investimenti 2020: 

- 40% fino a 2,5 milioni di euro

- 20% oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro

Investimenti 2021: 

- 50% fino a 2,5 milioni di euro

- 30% oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro

- 10% oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro

- Investimenti 2022 (o fino al 30/06/2023 con prenotazione entro 31/12/2022)

- 40% fino a 2,5 milioni di euro

20% oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro

10% oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro

Beni immateriali 

Investimenti 2020: 

- 15% fino a 700.000 euro

Investimenti 2021-2022 (o fino al 30/06/2023 con prenotazione entro 31/12/2022): 

- 20% fino a 1 milioni di euro

A differenza della precedente agevolazione ex L. 160/2019, vengono inclusi nell’ambito oggettivo di applicazione del nuovo credito d’imposta anche gli investimenti in nuovi beni immateriali diversi da quelli elencati nell’Allegato B alla L. 232/2016. Ciò, si legge nella Relazione al Ddl. di bilancio, al fine di promuovere un avanzamento digitale delle imprese italiane anche attraverso il ricorso a software, sistemi, piattaforme e applicazioni non riconducibili al processo di “Trasformazione 4.0”.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione modello F24, in 3 quote annuali di pari importo (per investimenti 2020 invece 5 quote beni materiali e 3 quote beni immateriali).


IL PIANO TRANSIZIONE 4.0 nella LEGGE DI BILANCIO 2021 

Lavori ancora in corso

Stando ad alcune indiscrezioni, la misura agevolativa appena entrata in vigore potrebbe essere già oggetto di alcune modifiche a brevissimo, che dovrebbero riguardare anche il coordinamento con la precedente agevolazione. Questo perchè la decorrenza delle nuove misure del credito d’imposta è fissata retroattivamente al 16 novembre 2020, per cui per gli investimenti effettuati nel periodo 16 novembre 2020-31 dicembre 2020 coesistono, a livello normativo, la precedente agevolazione ex L. 160/2019 e la nuova agevolazione introdotta dalla legge di bilancio 2021 (con misure maggiorate rispetto alla precedente ex L. 160/2019). La norma della L. 178/2020 non reca però alcuna disposizione di coordinamento con il precedente credito d’imposta di cui alla L. 160/2019, come invece era previsto per il credito d’imposta 2020 in coordinamento con i precedenti super e iper-ammortamenti.

Ma da indiscrezioni ci sarebbero anche interventi sull'impianto appena promulgato, che si renderebbe necessario per un presunto intervento della Commissione Europea, la quale avrebbe mosso rilievi sul fatto che l’intero pacchetto del valore di 23,8 miliardi di euro è stato finanziato con l’anticipo delle risorse del Recovery Plan, ivi compresi gli incentivi per l’acquisto di beni strumentali non digitali (ex superammortamento).

Per rispondere a queste richieste, ci sarebbe la modifica delle coperture: il pacchetto Transizione 4.0 sarebbe quindi finanziato con le risorse del Recovery Plan solo per la parte “full digital" (ex iperammortamento)

Questo spiegherebbe perché nelle ultime versioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la cifra stanziata per il progetto Transizione 4.0 è stata ridotta a 21,7 miliardiLa parte relativa all’ex superammortamento – ora credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali non 4.0 – finirebbe infatti a carico del bilancio dello Stato.

Come conseguenza di questo “spostamento” del carico del finanziamento dell’incentivo sulle finanze italiane, diminuirebbero anche le risorse disponibili. Secondo indiscrezioni, questo incentivo sarebbe così limitato al solo 2021 (e non anche al 2022 come quelle per i beni 4.0) con aliquota fissata sempre al 10% e possibilità di fruirne in un unico anno per tutti (non solo quindi per le imprese con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro). Resterebbe inoltre la maggiorazione al 15% per i dispositivi per lo smart working.

Aumenterebbero invece le risorse disponibili per la parte più “4.0”. In particolare la prima aliquota del credito d’imposta per l’acquisto di beni materiali 4.0 (quella valida per investimenti fino a 2,5 milioni di euro) dovrebbe essere al 50% per tutto il biennio di validità del piano (ora invece lo è solo per il primo, rientrando al 40% per il secondo anno).

Per i software ricompresi nell’allegato B l’aliquota passerebbe dall’attuale 20% al 25%, sempre per entrambi gli anni con fruizione in tre quote di pari importo. Per gli altri software l’aliquota salirebbe dal 10% al 15%

Sempre secondo indiscrezioni aumenterebbe anche il credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo (dal 20% al 25%) e per l’innovazione tecnologica finalizzata alla digitalizzazione 4.0 o alla transizione ecologica (dal 15% al 20%).


Specifiche e dettagli di approfondimento



Perizia giurata e asseverata



Allegato A e          Allegato B



Specifiche e dettagli Fonti Rinnovabili 4.0